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Mal dell'esca della vite: come difendere il vigneto

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Che cos'è il mal dell'esca della vite e quali sono i sintomi?

Il mal dell'esca (Phaeomoniella chlamydospora, Phaeoaeremonium minimum, Fomitiporia punetata, Fomitiporia mediterranea, Pleurostoma richardisiae) è una malattia complessa caratterizzata da diversi quadri sintomatologici che interessano il ceppo, le foglie e i grappoli della vite.

Sul legno il mal dell'esca si presenta con venature colonnari brune, spaccature longitudinali e processi di carie bianca che interessano un settore o l'intera sezione.

Mal dell'esca della vite legno

Le foglie presentano necrosi internervali che dal bordo si estendono all'interno del lembo (tigrature)

Mal dell'esca sulla vite foglie

Sugli acini compaiono macchie bruno-violacee puntiformi o maggiormente espanse.

Mal dell'esca della vite acini

Come si sviluppa il mal dell'esca sulla vite?

Alcuni ceppi del mal dell'esca invadono lo xilema causando imbrunimenti puntiformi, emissione di essudati gommosi che si riversano entro i vasi xilematici e la comparsa di venature brune colonnari a carico del legno, senza causare apparenti sintomi esterni. Questi sintomi interessano: barbatelle, portinnesti, marze o piante madri.

Un altro ceppo di questa malattia fungina infetta le ferite fresche di potatura, sopratutto se effettuate in pieno inverno.

In altri casi le spore vengono liberate durante la stagione vegetativa, e infettano la pianta attraverso escoriazioni nel legno e attraverso altre vie non note.

Altri sintomi possono essere le tigrature fogliari, imbrunimenti puntiformi nel cilindro legnoso, imbrunimenti sottocorticali superficiali o profondi.

Danni causati dal mal dell'esca

Le viti colpite dal mal dell'esca possono essere interessate da improvvisa morte, senza aver manifestato sintomatologie fogliari. All'attacco dei suddetti funghi seguono processi di carie bianca del legno, spaccature longitudinali del ceppo, sul quale compaiono carpofori appiattiti di colore bruno. E' anche possibile che il legno venga attaccato senza precedenti colonizzazioni da parte dei funghi precursori.

Difesa dal mal dell'esca

Nei vigneti infetti bisogna evitare la potatura in pieno inverno; capitozzare le piante colpite per allevare un nuovo ceppo; bruciare i resti di potatura delle piante colpite o che presentano i sintomi sopra elencati.

I ceppi infetti, vanno opportunamente segnalati durante lo stato vegetativo e, vanno potati separatamente in modo da evitare la trasmissione della malattia tramite gli attrezzi usati per la potatura. 

Ottimi risultati si ottengono prevenendo la malattia nei vigneti sani ed evitando la propagazione nei vigneti infetti, effettuando un trattamento da dopo la potatura a fine inverno (epoca del pianto) con funghi antagonisti (prodotti naturali a base di altri funghi che combattono in modo naturale i funghi del mal dell'esca). Il fungo antagonista adatto a questo scopo è il Trichoderma asperellum e T. Gamsii, o più comunemente tricoderma. Per tale motivo consigliamo di trattare con il Patriot a base di Tricoderma, ammesso anche in agricoltura biologica.

Il trattamento con il tricoderma deve essere effettuato avendo cura di bagnare bene i tralci e le zone interessate dai tagli di potatura. La dose consigliata è 1.5 kg per ettaro (o 250 g ogni 100 litri di acqua)

In fase vegetativa, inoltre, è consigliabile effettuare almeno 2 trattamenti con Vitaseve Valagro concime che migliora la circolazione linfatica, impiegandolo alla dose di 5 litri a ettaro. 

Allo stato attuale, l'impiego di tricoderma contro il mal dell'esca, è l'unico mezzo a disposizione per il controllo del mal dell'esca, poichè non esistono sostanze chimiche in grado di contrastare la malattia

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