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Biologica o convenzionale? Ecco le differenze tra i due metodi agricoli.
Se ne parla sempre più spesso ma qual è la differenza tra agricoltura biologica e convenzionale? Negli ultimi anni il dibattito sul cibo sano, la tutela ambientale e la sostenibilità si è acceso ma quando si deve scegliere tra biologico vs convenzionale ecco che le persone si trovano davanti a un dilemma.
La prima cosa da fare? Capire le tipologie di approcci tra i diversi metodi di coltivazione: da una parte il metodo tradizionale che si direziona verso efficienza e produttività, dall’altra una tecnica pensata per mettere al centro la natura e il benessere. Proviamo a entrare un po’ di più nel dettaglio.
L’agricoltura biologica è considerata un metodo di coltivazione legato ai ritmi naturali: non vengono impiegati fertilizzanti chimici o pesticidi preferendo invece compost e concimi organici aggiungendo la tecnica della rotazione delle colture.
Lo scopo? Ottenere alimenti sani, di qualità, rispettando la biodiversità e la fertilità del suolo. Facciamo attenzione però, perché le norme europee sono precisissime e non basta tornare al passato: serve passare controlli e certificazioni che ogni prodotto sia davvero frutto di questi standard sostenibili.
Qui si possono scoprire tutti i prodotti per l’agricoltura biologica più utili per fare sì che il proprio orto e le proprie coltivazioni possano crescere forti e sane con tutti i benefici che abbiamo appena scoperto.
L’agricoltura convenzionale è quella tradizionale moderna che ha dominato gli ultimi decenni con l’obiettivo di massimizzare la resa per dare cibo per tutti. In questo caso pesticidi e fertilizzanti chimici vengono scelti per raggiungere l’obiettivo, combinando il tutto con tecniche meccaniche che favoriscono una resa maggiore gestendo facilmente superfici più ampie.
L’approccio ha permesso di ottenere una produzione costante, spesso con prodotti fuori stagione, ma ha causato una riduzione della biodiversità, inquinamento del suolo e delle acque e un impatto ambientale certamente non trascurabile.
Proviamo a fare un confronto più netto basandoci su tre caratteristiche:
- Trattamenti. Nel biologico si punta a metodi di coltivazione naturale con soluzioni preventive quali rotazioni, varietà resistenti, concimi organici e insetti utili. Nel convenzionale, invece, si preferiscono prodotti chimici per controllare parassiti, migliorare e velocizzare la crescita;
- Resa. L’agricoltura convenzionale prevede quanti frutti arriveranno da ciascuna pianta e ha standard da mantenere per questo ha una produzione massiva e più alta. Il bio invece punta sulla qualità, quindi ha una resa più bassa ma garantisce che il suolo non venga aggredito;
- Impatto ambientale. il biologico impatta pochissimo preservando la biodiversità, preferendo risorse rinnovabili e limitando l’inquinamento e l’impiego delle non rinnovabili. Il convenzionale, invece, può provocare contaminazione, perdita di habitat naturale ed erosione.
Nell’immaginario comune l’agricoltura biologica è legata a prodotti genuini, spiccando per vantaggi legati al basso impatto ambientale, alla tutela della salute degli ecosistemi e garantendo alimenti naturali e sicuri.
Ha però degli svantaggi, soprattutto legati alle rese produttive che sono basse e non soddisfano il numero elevato di persone sul pianeta. Dobbiamo anche sottolineare che senza l’uso di pesticidi, le colture sono più vulnerabili ad attacchi di parassiti.
L’agricoltura convenzionale ha invece come plus primario il sistema efficiente che fornisce quantità alimentari importanti e costanti con una resa superiore. Esistono però svantaggi legati all’uso di fertilizzanti e pesticidi che fanno ammalare l’ambiente e si ripercuotono comunque sul prodotto generato.
Potremmo riassumere che le sono numerose e che ogni metodo ha i suoi punti forti e le sue debolezze; ogni persona dovrà agire nel proprio interesse e verso la comunità optando per una soluzione equilibrata che fornisca una buona produttività e tuteli il pianeta al tempo stesso.
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