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Il Pothos è una pianta da interni tra le più apprezzate, complice l’aspetto rilassante e il fatto che, notoriamente, ha bisogno di poche cure. Il nome botanico è Epipremnum aureum.
Conosciuta altresì con gli appellativi di “pianta degli smemorati” e “pianta del benessere” - una definizione quest’ultima decisamente più azzeccata - richiede comunque alcune attenzioni, per crescere rigogliosa e bella.
Tra gli aspetti più delicati, c’è una questione in particolare, ovvero come concimare il Pothos. Entriamo più nei dettagli.
Come curare il Pothos affinché possa prosperare in salute e regalare tutto il benessere per cui è rinomato? Questa specie vegetale così versatile non ha bisogno di cure particolari.
Ecco gli elementi più importanti su cui focalizzarsi, che riportiamo in forma di domande e risposte per essere i più chiari possibile:
● di quanta luce ha bisogno il Pothos? Questa pianta ama la luce ma è in grado di svilupparsi anche nelle zone schermate. Se però presenta delle foglie gialle, ciò potrebbe essere dovuto proprio a un fattore di scarsa luce naturale;
● come annaffiare il Pothos? Questo elemento è spesso decisivo. Per capire quando bisogna somministrare l’acqua occorre testare la superficie con le dita: dovrà essere perfettamente asciutta e possono passare anche due settimane dall’annaffiatura prima che lo diventi. Un eccesso d’acqua è il nemico numero uno del Pothos;
● quale temperatura predilige il Pothos? La temperatura ideale è un po’ quella che si registra nelle abitazioni, ovvero intorno ai 18°C. In linea di massima, la pianta sta bene con un arco termico compreso tra i 15°C e i 28°C;
● la potatura è indispensabile? La risposta è no. Il Pothos ama crescere in maniera apparentemente disordinata, ma molto elegante. Al massimo si può ricorrere a questa tecnica per accorciare i rami quando appaiono troppo lunghi.
Il Pothos è una pianta che non denota necessità nutrizionali con un’alta complessità, anzi. Ha comunque bisogno, per svilupparsi al meglio, di un concime bilanciato e in grado di fornire tutti gli elementi necessari, in particolare per quanto concerne tali componenti:
● Azoto: supporta attivamente la crescita delle foglie;
● Potassio: supporta attivamente le radici;
● Fosforo: supporta il benessere generale della specie vegetale, ottimizzandone le difese immunitarie.
Alla luce di questi elementi, tra le soluzioni più efficaci per concimare il Pothos troviamo un concime in bastoncini per piante verdi, pensato per stimolare una crescita rigogliosa e sana. Contiene anche una percentuale di Ferro, utile a prevenire l’ingiallimento delle foglie. L’effetto è duraturo nel tempo, trattandosi di un fertilizzante a rilascio lento.
Parimenti efficaci i concimi liquidi che risultano, proprio come quelli in bastoncini, semplici da somministrare: si procede infatti durante l’annaffiatura, stando attenti a non esagerare nella quantità.
Infine, sono ottimi i fertilizzanti organici, ad esempio il compost o i preparati a base di lombrico.
In ogni caso, il Pothos non necessita di una concimazione che potremmo definire invasiva, specialmente nel periodo invernale quando si sviluppa più lentamente. Esattamente come per la quantità d’acqua, è essenziale non esagerare con il fertilizzante.
Il Pothos tende a risultare sofferente in alcuni specifici casi. Il sintomo da non trascurare sono soprattutto delle foglie gialle e marroncine, oppure che appaiono troppo orientate verso il basso, come se dovessero cadere al suolo.
A ciò si aggiunge in genere un odore sgradevole per quanto riguarda il terriccio. I segnali principali da monitorare sono quindi di natura sia visiva che olfattiva, persino tattile: le foglie appaiono meno toniche, più “arrendevoli”.
Ma perché le foglie del Pothos diventano gialle? La ragione più comune risiede in un’eccessiva somministrazione d’acqua, a cui va aggiunta un’esposizione poco luminosa oppure troppo indiretta.
Alla base potrebbe inoltre esserci una carenza dal punto di vista nutrizionale ed è qui che l’uso di un concime adeguato si rivela capace di fare la differenza.
Non è infine da escludere una malattia oppure un attacco da parte di funghi e parassiti come cocciniglie o acari, seppur meno frequente. In ogni caso, l’adozione di un fertilizzante ad hoc è ciò che sicuramente è in grado di risultare maggiormente risolutivo.
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