Agricoltura biologica e biodinamica: differenze, punti in comune e vantaggi

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Biodinamico vs biologico: due modi diversi di fare agricoltura, ma anche due filosofie con numerosi punti di contatto, nel segno della sostenibilità.

 

Si tratta di termini spesso usati come sinonimi eppure tra agricoltura biologica e agricoltura biodinamica le differenze ci sono, anche perché la prima è per molti versi un’evoluzione della seconda.

 

L’agricoltura biodinamica è infatti una tecnica che è stata introdotta nella prima parte del Novecento.

 

L’agricoltura biologica è stata influenzata anche da più correnti, a cominciare dall’agricoltura organica nata negli Stati Uniti negli anni ‘40 e dal metodo naturale sviluppato da Masanobu Fukuoka in Giappone negli anni ‘30.

 

È perciò più che un movimento unico e unilaterale, un insieme di visioni. L’agricoltura biodinamica è invece ben più codificata e precisa.


Le differenze principali tra i due metodi

Biologico e biodinamico sono entrambi metodi agricoli alternativi a quelli basati sull’uso di prodotti chimici di sintesi. Abbiamo visto cos’è sostanzialmente l’agricoltura biologica, per mettere le due filosofie a confronto non resta che analizzare maggiormente cos’è l’agricoltura biodinamica. Ecco i punti salienti da conoscere:

 

     l’agricoltura biodinamica è precedente a quella biologica ed è stata codificata da Rudolf Steiner, a cui viene attribuita la fondazione della disciplina;

     Steiner presenta una vision in cui nella natura convivono animali, piante e uomini dediti all’agricoltura, che devono agire in maniera sinergica per mantenersi in salute a vicenda. Alla base c’è dunque un principio di biodiversità che va oltre l’associazione delle singole colture;

     la biodinamica si ispira all’antroposofia e all’astrologia, mescolandosi con l’omeopatia e l’esoterismo. Viene dato particolare rilievo all’osservazione dei pianeti e dei cicli lunari;

     il principale ente di certificazione per l’agricoltura biodinamica è Demeter, il solo marchio commerciale in grado di fornire certificazioni autorevoli.

 

Le norme tipiche dell’agricoltura biologica, invece, sono approvate e regolamentate a livello comunitario e statale. L’organizzazione di riferimento è la Federazione Internazionale dei Movimenti dell’Agricoltura Biologica o IFOAM: è stata la prima a offrire una codificazione, seppur non l’unica.

 

Le disposizioni a cui attenersi nel panorama italiano sono quelle dell’UE, in linea con quanto approvato nel Regolamento 843/07. I canoni sono scientifici e misurabili.

Trattamenti, fertilizzanti, approccio alla natura

L’agricoltura biologica e quella biodinamica non utilizzano esattamente gli stessi trattamenti. Alla base del metodo biodinamico c’è l’adozione di preparati, ovvero compost autoprodotti da affiancare all’assenza di formulazioni chimiche di sintesi.

 

I trattamenti ammessi nell’agricoltura biologica, seppur naturali, denotano uno spettro più ampio: anche per questo l’impatto delle colture biodinamiche è generalmente più basso.

 

Possiamo quindi affermare che la vision biodinamica è di per sé più conservativa e sostenibile, ma anche più rigorosa (e non sempre fattivamente praticabile).

 

Tra i trattamenti ammessi in agricoltura biologica c’è la poltiglia bordolese, che è ammessa persino in biodinamica, seppur con punti di vista diversi. Nella biodinamica si presta infatti attenzione a non esagerare nelle quantità di rame, alla base del preparato, ritenuto “un male necessario”, mentre l’agricoltura biologica lascia margini d’azione maggiori.

 

A cambiare sono dunque soprattutto gli standard del disciplinare: prodotti a volte diversi - ma a volte no - insieme a regole più o meno rigide.

Punti in comune tra biologico e biodinamico

Abbiamo finora messo a confronto biodinamico vs biologico: metodi distinti ma che molto hanno in comune. Ma cosa, esattamente, li avvicina? Ecco un recap alla luce di quanto detto finora:

 

     origini storiche: l’agricoltura biologica attinge molto da quella biodinamica, a cui si ispira;

     stessa vision di base dell’ambiente, inteso come qualcosa da tutelare e da vivere in maniera responsabile;

     volontà di preservare il benessere di tutti gli esseri viventi: piante, uomini e animali;

     rifiuto, seppur a livelli differenti e con codificazioni a parte, della chimica di sintesi.

 

Biologico e biodinamico non sono in fondo così lontani, e non si escludono di per sé a vicenda: alcune aziende li portano avanti entrambi. Sono a favore di un modo di fare agricoltura che mette al primo posto la salute, intesa nel suo senso più autentico e complessivo.

 
Pubblicato in: Notizie

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